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venerdì 22 febbraio 2013

La casa sulla luna

Bruno Bavota, vista l'enorme richiesta presenterà ancora una volta, stasera 22 febbraio con inizio alle ore 21.00, il suo album presso lo studio di registrazione "Elios Registrazioni Audiovisive" di Castellammare di Stabia, dove lo stesso lavoro è stato registrato in un concerto intimo per solo 30 persone. 
Dopo “Il pozzo d’amor” il compositore partenopeo torna a dar voce al suo pianoforte, infatti già dal 1 febbraio è in tutti i negozi di dischi “La casa sulla Luna”,  il suo secondo album.
Dotato di una cifra stilistica che rende la sua musica paragonabile a quella del Maestro Ludovico Einaudi, Bavota prosegue il suo viaggio in luoghi non terreni, luoghi dell’anima.
“La casa sulla Luna” è un contenitore di sogni, speranze e amore, un luogo lontano dalla Terra ma anche così vicino, così da poterne ammirare tutta la sua bellezza. Una “casa” dove poter essere più vicino alle stelle, convinto che la vita umana non ha uno scopo ma un'esistenza, semplice e necessaria come il brillare delle stelle.
Dieci tracce che fanno sognare, che evocano emozioni, sensazioni positive. Ad aprire l’album c’è “Amour”, quell’amore che il compositore napoletano riversa in tutto ciò che fa, la musica sopra ogni cosa. La musica è il suo porto sicuro, il suo luogo dove mettersi completamente a nudo senza la minima paura o remora, ma con la volontà di farlo, sicuro che la sua nudità possa essere di conforto agli altri, ma soprattutto per se stesso.
Segue “L'uomo che rubò la Luna” brano dedicato a Thad Roberts che nel 2002 rubò alla Nasa 100 grammi di rocce lunari, che pare abbia regalato alla sua fidanzata dell’epoca.
“Il dito si muove sul vetro appannato” è il titolo della terza traccia che prende ispirazione da una frase pronunciata da Sean Penn nel pluripremiato film di Paolo Sorrentino “This must be the place”.
“La casa sulla luna”, pubblicato dall’etichetta discografica indipendente “Lizard Records” (www.lizardrecords.it), si chiude con una ghost track, un anticipo di quello che sarà il prossimo album “Su una nuvola” (la cui uscita è prevista a Dicembre). Il brano è stato volutamente registrato in casa su pianoforte verticale “Weinbach” del 1984, microfono Samson c – 01 ed outbard scheda audio M-Audio fast track.
Un viaggio musicale della durata di 36 minuti nel quale Bruno Bavota si fa accompagnare dal violoncello di Marco Pescosolido ed il violino di Paolo Sasso.


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