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giovedì 25 aprile 2013

Pesci ornamentali maltrattati

Inferto un duro colpo al traffico illegale di pesci ornamentali. 
Dalle indagini effettuate dal Nucleo Operativo tutela animali e ambiente della Leidaa, coordinato da Antonio Colonna, i carabinieri hanno fatto dei controlli ad un grossista di Pomigliano d'Arco che era solito trasportare pesci e tartarughe d'acqua violando la legge ovvero mediante l'utilizzo di un veicolo non autorizzato, sottoponendo gli animali a condizioni di maltrattamento rivendendoli poi in negozi del settore in tutta la campania.
I pesci erano contenuti in scatoloni  o ammassati all'interno di sacchi di plastica contenente acqua putrida, in violazione dei parametri di benessere imposti dalla legge.
Il soggetto, inoltre, era autorizzato solo alla vendita di articoli per animali e non alla vendita di prodotti alimentari per animali e di animali.
Sono migliaia, invece,  i pesci di ogni specie rinvenuti in diverse vasche e in grossi contenitori di vetro all'interno del capannone e centinaia le tartarughe d'acqua ammassate in vasche di plastica.

Il capannone è stato messo sotto sequestro e sigillato dall'Arma e ora la Leidaa, associazione presieduta dall'on. Michela Vittoria Brambilla, provvederà ad inoltrare denuncia all'autorità giudiziaria. per il grave reato di maltrattamento e uccisione di animali e violazioni dei requisiti sanitari e igienici prescritti.
In seguito i controlli sono stati estesi alla ditta di Mariglianella di un noto corriere nazionale dove, all'interno di un camion sono stati trovati altri 4 scatoloni stracolmi di pesci, in pessime condizioni: centinaia di pesci concentrati in ogni singolo sacco di plastica contenente acqua sporca e senza l'ossigeno necessario. Molti esemplari erano già  morti durante il trasporto.
La Leidaa provvederà a denunciare il grossista, lo spedizioniere e la ditta di provenienza per i reati di maltrattamento e uccisione di animali e per violazioni alle norme igieniche sanitarie relative alla detenzione ed il trasporto degli animali stessi. I pesci ornamentali sono considerati a tutti gli effetti animali da affezione secondo la stessa normativa che disciplina il benessere dei cani e degli altri animali da compagnia ai sensi della L. 201 del 2010. Probabilmente il fenomeno evidenziato durante queste attività è solo la punta di un iceberg.

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